Dati ufficiali EEA 2013–2026
Roma, nei giorni peggiori il PM2.5 arriva a 7,5 microgrammi per metro cubo (media del percentile 90 su dati EEA 2013-2024). Questo numero per il momento resta al di sotto del limite legale UE di 25, ma supera già la linea guida OMS di 5 puntando al 15 che l'Unione fissa per il 2030. Per chi vive tra il GRA e il centro storico, l'esposizione accumulata nei mesi freddi mette alla prova cuore e polmoni.
Il valore medio dei giorni peggiori (7,5 µg/m³) è un indicatore della qualità dell’aria nei momenti critici, non della media annuale. Il massimo assoluto registrato è stato 9 microgrammi, toccato il 1° gennaio 2013, un picco non ripetuto negli anni successivi. Sono numeri che misurano la frazione più sottile del particolato, quella capace di penetrare negli alveoli polmonari.
La serie mensile mostra un andamento a U: gennaio tocca 21,4 e dicembre 22,9, mentre maggio è il mese più basso con 9,5 microgrammi per metro cubo. Estate e inizio autunno restano sotto i 13, ma l’ozono estivo, legato al traffico delle consolari e ai colli di Aventino e Parioli, diventa il problema dominante della stagione calda. Negli anni, Roma non ha mai superato il limite UE, ma resta sotto osservazione per l'obiettivo 2030.
Se vivi tra il Gianicolo e la Cassia, controlla le leggi locali che regolano il riscaldamento a biomasse nei periodi di superamento: a Roma sono attive ordinanze che limitano l’uso di camini aperti quando i livelli di PM salgono. Scegli i percorsi pedonali che evitano gli intasamenti delle consolari nelle ore di punta, specialmente a dicembre e gennaio, quando il dato notturno schizza a 22,9. Informati sulle tappe del road map UE 2030 per capire se la tua zona è considerata in infrazione o in regola.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.