Dati ufficiali EEA 2013–2026
A Milano, nei giorni peggiori tra il 2013 e il 2024, il livello di PM2.5 ha raggiunto 53,4 microgrammi per metro cubo il 20 febbraio 2019. È il valore che si supera solo nel 10% dei giorni, una soglia che tocca la vita di chi vive e lavora in questa metropoli. Nelle giornate come quella, tra le tangenziali intasate e l’area C, il traffico e il riscaldamento a gas si sommano in un cocktail pesante. Per chi deve portare i bambini a scuola o fare sport all’aperto, questi picchi rappresentano una vera emergenza simultanea.
Il dato principale è il 90° percentile del PM2.5, pari a 53,4 microgrammi per metro cubo. Questo significa che solo nel 10% dei giorni le concentrazioni superano questa cifra. È un valore che si è registrato in una data specifica, il 20 febbraio 2019.
La serie storica mensile del PM2.5 mostra una stagionalità netta a Milano: i mesi più critici sono gennaio con 43,9 e dicembre con 40,9, mentre agosto scende a 11,6. La Pianura Padana aggrava la situazione con inversioni termiche invernali che bloccano l’aria. Non si vede un miglioramento deciso: il dato del 2019 resta un campanello d’allarme per la combinazione di più inquinanti.
Nei giorni in cui il PM2.5 supera i 53,4, evita di percorrere a piedi le tangenziali nelle ore di punta. Se devi uscire, preferisci i parchi come il Sempione, lontano dal traffico veicolare. Tieni le finestre chiuse durante i picchi e usa un purificatore d’aria certificato se in casa ci sono bambini o anziani.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.