L’ozono (O3) a livello del suolo è un inquinante “secondario”: non viene emesso direttamente, ma si forma quando la luce solare reagisce con altri inquinanti (ossidi di azoto e composti organici). Per questo è un problema soprattutto estivo e pomeridiano.
Si forma nelle giornate calde e soleggiate a partire dagli inquinanti del traffico e dell’industria. Paradossalmente è spesso più alto in campagna e in collina che in città, perché in città viene in parte “consumato” da altri inquinanti.
La soglia di protezione della salute fissata dall’UE è di 120 µg/m³ come massimo giornaliero della media mobile su 8 ore. Le ondate di calore estive sono i periodi a rischio.
L’ozono provoca irritazione di occhi e gola, difficoltà respiratorie e peggioramento dell’asma, soprattutto durante l’attività fisica all’aperto nelle ore più calde. Anziani e bambini sono i più esposti.
Fonti: valori limite dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell'Unione Europea. Le medie italiane sono calcolate sui dati ufficiali dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), serie storica validata 2013–2024.