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Cos’è il PM2.5

Il PM2.5 è il particolato fine: minuscole particelle sospese nell’aria con un diametro inferiore a 2,5 micrometri — circa trenta volte più sottili di un capello umano. Proprio perché così piccole, queste particelle non vengono fermate dalle vie respiratorie superiori e penetrano in profondità nei polmoni, fino agli alveoli, e da lì possono passare nel sangue.

14,1
media nazionale PM2.5 in Italia (µg/m³, 2013–2024)

Da dove viene

Deriva soprattutto dalla combustione: traffico (in particolare motori diesel), riscaldamento domestico a legna e pellet, centrali e processi industriali. In inverno, nelle aree dove si usa molto il riscaldamento, le concentrazioni salgono nettamente.

Da quale livello è pericoloso

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di non superare una media annuale di 15 µg/m³. Il limite di legge dell’Unione Europea è più permissivo: 25 µg/m³ di media annuale. Sotto i 10 µg/m³ l’aria è considerata buona; oltre i 25 µg/m³ è cattiva.

Come si legge la qualità dell'aria (PM2.5, µg/m³)
Buona0–15
Media15–20
Alta20–25
Molto alta25+
Soglie basate sui valori di riferimento OMS e UE per la qualità dell'aria.

Effetti sulla salute

L’esposizione prolungata al PM2.5 è associata a malattie cardiovascolari e respiratorie, riduzione della funzione polmonare e, secondo numerosi studi, a una riduzione dell’aspettativa di vita. È considerato dall’OMS l’inquinante atmosferico più dannoso per la salute umana.

Gli altri inquinanti

PM10NO2O3

Fonti: valori limite dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell'Unione Europea. Le medie italiane sono calcolate sui dati ufficiali dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), serie storica validata 2013–2024.