Il PM10 è il particolato con diametro inferiore a 10 micrometri. Include il PM2.5 ma anche particelle più grossolane, come polveri, pollini e particelle di usura di freni e asfalto. Si deposita soprattutto nelle vie respiratorie superiori e nei bronchi.
Oltre alla combustione (traffico, riscaldamento, industria), il PM10 comprende polveri sollevate dal vento, dai cantieri e dall’usura stradale. È il parametro storicamente più monitorato per gli “sforamenti” invernali nelle città.
Il limite di legge UE prevede una media giornaliera di 50 µg/m³, da non superare per più di 35 giorni all’anno. Sotto i 20 µg/m³ di media l’aria è buona; oltre i 50 µg/m³ è cattiva.
Il PM10 aggrava asma, bronchiti e altre patologie respiratorie. I picchi giornalieri sono quelli che fanno scattare i blocchi del traffico nelle città del nord durante l’inverno.
Fonti: valori limite dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell'Unione Europea. Le medie italiane sono calcolate sui dati ufficiali dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), serie storica validata 2013–2024.