Dati ufficiali EEA 2013–2026
Brescia, nel 2015 i bambini hanno vissuto 46 giorni consecutivi di smog dal 28 novembre al 12 gennaio 2016, la più lunga emergenza senza poter uscire. Un bimbo respira più veloce di un adulto, e quei 46 giorni di polveri sottili hanno tenuto i polmoni piccoli chiusi nei cortili di scuola e nei salotti di casa. Per 46 mattine, nel triangolo tra acciaierie e fonderie, l'unico recreo è stato tra i banchi.
Durante quei 46 giorni, il PM2,5 medio è stato di 53,3 microgrammi per metro cubo: quasi 11 volte il limite sicuro raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che fissa la protezione a 5. Il dato superava anche la soglia legale europea di 25. Un numero che pesa sui polmoni in crescita, dove ogni respiro conta.
| inizio racha | fine racha | giorni consecutivi | anno |
|---|---|---|---|
| 2015-11-28 | 2016-01-12 | 46 | 2015 |
| 2016-11-30 | 2016-12-28 | 29 | 2016 |
| 2022-12-13 | 2023-01-08 | 27 | 2022 |
Dal 2013 al 2024, Brescia ha visto i giorni di superamento scendere da 159 a 107, un calo lento ma reale. Tuttavia, la Pianura Padana resta una trappola per l'aria: l'inverno con inversione termica blocca lo smog tra i camini delle PMI manifatturiere. Il record dei 46 giorni mostra che il progresso non cancella le emergenze, specie quando l'industria pesante lombarda stringe la città.
In quei 46 giorni, tenere i bambini a casa non basta: evitate le ore di punta del traffico vicino alle scuole, come quelle intorno alle acciaierie di via Milano, e create un angolo verde in balcone con piante come l'edera. Per i ricreativi, preferite pomeriggi al chiuso con giochi che non alzano polvere, lasciando fuori lo smog.
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Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.