Classifica nazionale · 15 citta · serie 2013–2024 · fonte EEA
A guidare la classifica delle città italiane con la peggiore qualità dell'aria complessiva c'è Sacca Fisola, a Venezia, con un valore di 39,8. Un dato che mette in luce come il problema non riguardi solo le grandi metropoli, ma anche aree insospettabili della penisola.
La qualità dell'aria complessiva è un indice che tiene conto di diversi inquinanti come il particolato fine (PM2.5), il biossido di azoto (NO2) e l'ozono (O3). La Pianura Padana, per la sua conformazione geografica chiusa tra le Alpi e gli Appennini e per la scarsa ventilazione, è storicamente una delle aree più colpite d'Europa, ma i valori elevati di città come Venezia e Pioltello (38,8) mostrano che anche altre zone densamente popolate e industrializzate soffrono di accumulo di sostanze nocive.
La classifica nazionale dal 2013 al 2024 comprende 15 città, con Roggiano Gravina (38,3), Crema (38) e Carpi (37,9) a completare la top five. Il dato complessivo conferma una tendenza in cui, nonostante i miglioramenti, alcune aree urbane e suburbane restano cronicamente esposte a livelli di inquinamento superiori alla media.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Respirare aria di scarsa qualità per lunghi periodi aumenta il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari, oltre a peggiorare patologie croniche come l'asma. Per ridurre l'esposizione, il cittadino può evitare le ore di punta del traffico, usare mascherine FFP2 nei giorni di picco e tenere chiuse le finestre nelle ore più critiche, specialmente d'inverno.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. Classifica su 15 citta italiane. Serie 2013–2024. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo e generato automaticamente.