Dati ufficiali EEA 2013–2026
Gennaio registra a Milano una media di PM10 di 59,9 microgrammi per metro cubo, il valore più alto dell'anno. Durante i mesi invernali la Pianura Padana si trasforma in una camera a freddo: l'aria ristagna sotto la cappa di nebbia e le polveri sottili restano intrappolate vicino al suolo. Per chi fa jogging sui bastioni o accompagna i bambini a scuola nelle mattine di gennaio, la concentrazione di particolato può superare di gran lunga i limiti di legge.
Il dato mensile per il PM10 a gennaio è 59,9 microgrammi per metro cubo, calcolato su 372 giorni di misurazione tra il 2013 e il 2024. Nessun altro mese raggiunge questa soglia: dicembre si ferma a 51,6 e febbraio a 48,2. In estate il valore scende sotto i 23 microgrammi, più della metà rispetto al picco invernale.
La serie storica mostra un ciclo stagionale netto: il PM10 sale da ottobre (39,3) fino al picco di gennaio (59,9), poi cala gradualmente fino a maggio (19,8). I mesi caldi registrano valori bassi e stabili, con luglio a 22,5 e agosto a 20,2. Il problema non è solo il traffico delle tangenziali: il riscaldamento a gas delle case milanesi aggiunge una quota significativa di polveri nei mesi più freddi.
Nei giorni di gennaio con alta concentrazione di PM10, evita di lasciare i finestrini aperti durante la notte: la caldaia condominiale e le stufe a legna dei quartieri attorno a Loreto rilasciano particolato proprio nelle ore serali. Controlla i bollettini Arpa Lombardia prima di portare i bambini al parco Sempione nelle ore di punta. Preferisci percorsi lontani dalle grandi arterie, come il Naviglio Martesana, dove il traffico pesante è quasi assente.
Di più su PM10: cos’è e come influisce sulla salute →
Fonte: European Environment Agency (EEA), dati verificati 2013-2024. Pagina generata automaticamente da dati ufficiali; i numeri provengono esclusivamente dal database, mai stimati. © 2026 airqualitas.