Particolato fine PM2.5 · serie storica 2022–2026 · fonte EEA
Nel capoluogo salentino, il giorno peggiore per il PM2.5 è stato il 2023-12-29, quando le polveri sottili hanno toccato 53,9 ug/m3, un valore oltre 3 volte la soglia giornaliera dell’OMS.
La media storica di PM2.5 a Lecce è di 11,8 ug/m3, un valore che supera del 21% il limite OMS di 15 ug/m3 per la media annuale. In pratica, chi respira qui ogni giorno assorbe più particelle fini di quanto raccomandato.
L’aria di Lecce è migliorata: il primo anno (2022) registrava 12,1 ug/m3, mentre l’ultimo anno (2026) è sceso a 11 ug/m3, con una variazione del -9%. Un calo costante, anche se il livello resta sopra il riferimento sanitario.
L’unico giorno da ricordare come il più critico è il 2023-12-29, quando qui si sono misurati 53,9 ug/m3 di PM2.5. Quel dato resta il picco assoluto dell’intero periodo 2022-2026 osservato nelle 4 centraline.
Nell’ultimo anno, Lecce ha superato la soglia OMS giornaliera (15 ug/m3) per ben 98 giorni. Quasi un giorno su quattro, i residenti hanno respirato concentrazioni di polveri sottili considerate dannose.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 è un particolato fine di diametro inferiore a 2,5 micrometri: penetra in profondità nei polmoni e nel sangue. Per i 1280 giorni misurati nelle 4 centraline di Lecce, la media di 11,8 ug/m3 indica che il problema non è mai sparito, ma il trend del -9% dal 2022 al 2026 mostra che le misure stanno funzionando, pur senza raggiungere ancora i limiti di sicurezza.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 4 centraline di monitoraggio di Lecce. Serie 2022–2026, 1,280 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.