Particolato fine PM2.5 · serie storica 2013–2024 · fonte EEA
A Genova, il 29 novembre 2020, il PM2.5 ha toccato 51,5 ug/m3: il valore è oltre tre volte la soglia giornaliera che l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica come sicura per la salute. È il giorno con la concentrazione più alta rilevata nel periodo considerato, tra il 2013 e il 2024. Per gli abitanti del capoluogo ligure, è il dato che fa riflettere su quanto può essere intenso l’inquinamento da polveri sottili.
La media storica di PM2.5 a Genova, dal 2013 al 2024, è di 11,7 ug/m3, un valore che supera di poco la soglia dell’OMS e risulta inferiore del 22% rispetto al limite di 15 ug/m3. In pratica, la città si mantiene sotto il tetto raccomandato, ma non di molto. Per chi respira ogni giorno, la differenza tra 11,7 e 15 è meno rassicurante di quanto sembri, perché il limite OMS è pensato per proteggere la salute a lungo termine.
L’aria del capoluogo ligure è peggiorata tra il 2013 e il 2024: il PM2.5 è passato da 9 ug/m3 a 10,9 ug/m3, con una variazione del 21% in aumento. Non è un miglioramento, ma un trend opposto a quello che ci si aspetterebbe in una città che punta a ridurre lo smog. Chi vive qui deve sapere che, nonostante le fluttuazioni annuali, la direzione generale non è quella auspicata.
Il giorno peggiore per le polveri sottili a Genova è stato il 2020-11-29, con 51,5 ug/m3 di PM2.5, un picco che non ha precedenti nella serie misurata. Quel valore giornaliero è lontano dalla media di 11,7 e mostra come episodi acuti possano superare di gran lunga i livelli tipici. Per i residenti, è il promemoria che i divieti e le allerte non sono mai casuali.
Nell’ultimo anno, a Genova ci sono stati 191 giorni con PM2.5 sopra la soglia giornaliera OMS di 15 ug/m3, ovvero più della metà dell’anno. Questo significa che, per lunghi periodi, l’aria respirata supera il livello ritenuto sicuro dagli esperti. Non è una questione di qualche episodio isolato: la frequenza è alta e riguarda la vita quotidiana di chi abita la città.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 è una polvere sottile di diametro inferiore a 2,5 micrometri, che penetra nei polmoni e può passare nel sangue, influenzando cuore e respiro. A Genova, la media storica di 11,7 ug/m3 è sotto il limite OMS di 15, ma i 191 giorni di sforamento nell’ultimo anno mostrano quanto il problema sia concreto. Per chi non è esperto, basta sapere che ogni valore misurato è una fotografia di ciò che si respira: i numeri non sono astratti.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 12 centraline di monitoraggio di Genova. Serie 2013–2024, 4,193 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.