Classifica nazionale · 15 citta · serie 2013–2024 · fonte EEA
Roma è la città italiana dove l'ozono mette più a rischio i raccolti, con un valore medio di 113,3 giorni all'anno. Un dato che evidenzia come il Belpaese debba fare i conti con un inquinante invisibile ma molto dannoso per l'agricoltura.
L'ozono troposferico (O3) è un gas che si forma in estate quando gli ossidi di azoto e i composti organici volatili, emessi da traffico e industria, reagiscono con la luce solare. A differenza di polveri sottili e biossido d'azoto, che soffocano soprattutto la Pianura Padana, l'ozono colpisce in modo diffuso l'intera penisola, con picchi elevati anche in città come Roma, Viggiano e Genova. La sua aggressività dipende dalla combinazione di alte temperature e irraggiamento solare, condizioni frequenti nel Centro-Sud.
Dal 2013 al 2024, su 15 città monitorate, la media nazionale dei giorni a rischio agricolo mostra che i valori più critici si registrano nelle aree urbane e industriali, con Roma che triplica quasi il dato di Sassari (46,5). Nonostante le fluttuazioni annuali, non si osserva un miglioramento strutturale, segno che il fenomeno resta una sfida aperta.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
L'ozono, oltre a danneggiare le colture riducendo la fotosintesi e la resa dei raccolti, è irritante per le vie respiratorie umane, causando tosse, riduzione della funzionalità polmonare e aggravamento di asma e bronchiti. Per proteggersi, il cittadino può limitare le attività all'aperto nelle ore più calde del pomeriggio estivo, quando i livelli di ozono raggiungono il picco.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. Classifica su 15 citta italiane. Serie 2013–2024. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo e generato automaticamente.