Particolato fine PM2.5 · serie storica 2013–2026 · fonte EEA
Nel 2026 a Rieti la media annuale di PM2.5 è stata di 10,2 ug/m3, un valore che per la prima volta si allontana nettamente dal limite OMS. È il dato più basso mai registrato nel capoluogo sabino in oltre un decennio di monitoraggio.
La media storica del PM2.5 a Rieti, tra il 2013 e il 2026, si attesta a 13,1 ug/m3, un valore che supera del -13% il limite OMS di 15 ug/m3. Questo significa che, storicamente, l’aria della città è rimasta sotto la soglia considerata sicura per la salute. I suoi abitanti respirano polveri sottili che, in media, non raggiungono il livello critico fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
L’aria di Rieti è nettamente migliorata: la media annuale del PM2.5 è passata da 15,3 ug/m3 nel 2013 a 10,2 ug/m3 nel 2026, con una variazione nel periodo del -33%. In tredici anni il capoluogo laziale ha quasi dimezzato l’inquinamento da polveri sottili. Un trend positivo costante, che ha portato i suoi abitanti a respirare un’aria sempre più pulita.
Il giorno peggiore mai registrato a Rieti è il 2015-12-30, quando la concentrazione di PM2.5 ha raggiunto 104 ug/m3. Un valore oltre sei volte superiore alla soglia OMS giornaliera di 15 ug/m3. In quella data, l’aria del capoluogo era estremamente nociva, anche se si è trattato di un episodio isolato.
Nell’ultimo anno a Rieti, i giorni sopra la soglia OMS giornaliera di 15 ug/m3 per il PM2.5 sono stati 71. Più di due mesi all’anno in cui i suoi abitanti hanno respirato aria oltre il limite considerato sicuro per la salute. Un numero ancora significativo, che mostra quanto il miglioramento medio annuo non cancelli gli episodi critici.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 sono polveri sottili con diametro inferiore a 2,5 micrometri, talmente piccole da penetrare negli alveoli polmonari e passare nel sangue. Per Rieti, la media storica di 13,1 ug/m3 è sotto il limite OMS, ma i 71 giorni di superamento nell’ultimo anno ricordano che la qualità dell’aria non è uniforme. Per capire il rischio reale, bisogna guardare sia la media annuale che i picchi giornalieri: qui la tendenza è buona, ma non ancora perfetta.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 14 centraline di monitoraggio di Rieti. Serie 2013–2026, 4,759 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.