Particolato fine PM2.5 · serie storica 2017–2024 · fonte EEA
Pescara ha registrato un giorno da record il 25 gennaio 2020, quando il PM2.5 ha raggiunto 54,3 ug/m3, un valore oltre 3,6 volte il limite OMS giornaliero di 15 ug/m3.
La media storica del PM2.5 a Pescara, tra il 2017 e il 2024, è di 13,7 ug/m3. Questo valore supera del -9% il limite annuale dell'OMS di 15 ug/m3, un dato che significa che la qualità dell'aria qui è appena sotto la soglia di sicurezza raccomandata.
L'aria del capoluogo abruzzese è migliorata: nel 2017 la media del PM2.5 era di 15,2 ug/m3, mentre nell'ultimo anno, il 2024, è scesa a 13 ug/m3. La variazione nel periodo è di -14%, un miglioramento netto ma graduale.
Il giorno peggiore a Pescara è stato il 25 gennaio 2020, con 54,3 ug/m3 di PM2.5. In quella data, i suoi abitanti hanno respirato un'aria più di 3,6 volte il limite considerato sicuro dall'OMS.
Nell'ultimo anno (2024), Pescara ha superato la soglia OMS giornaliera di 15 ug/m3 per 106 giorni. Questo significa che per quasi un terzo dell'anno l'aria qui non ha rispettato lo standard di qualità consigliato.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 è una polvere sottile, con particelle di diametro inferiore a 2,5 micrometri, che penetra nei polmoni e può causare danni alla salute. A Pescara, la media storica di 13,7 ug/m3 è sotto il limite annuale OMS di 15 ug/m3, ma i 106 giorni di superamento nel 2024 mostrano che i picchi giornalieri restano frequenti e preoccupanti.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 7 centraline di monitoraggio di Pescara. Serie 2017–2024, 2,510 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.