Particolato fine PM2.5 · serie storica 2022–2024 · fonte EEA
Il 31 dicembre 2023 a Brindisi si è respirata l’aria peggiore degli ultimi tre anni: le polveri fini hanno raggiunto 40,2 ug/m3. Un valore che chiunque, anche senza strumenti, avrebbe potuto avvertire come una coltre pesante sui polmoni.
Nell’intero periodo 2022-2024, la media di PM2.5 a Brindisi è stata di 11,1 ug/m3. Questo dato è inferiore del 26% rispetto al limite indicato dall’OMS di 15 ug/m3, ma non significa che l’aria sia sempre buona: la media maschera i picchi.
L’aria di questo capoluogo pugliese è leggermente migliorata tra il 2022 e il 2024. Il primo anno la media era di 11 ug/m3, l’ultimo di 10,9 ug/m3: una variazione del -1% che, pur modesta, va nella direzione giusta.
Il giorno peggiore per la qualità dell’aria a Brindisi è stato il 31 dicembre 2023. In quella giornata la concentrazione di PM2.5 ha toccato 40,2 ug/m3, quasi tre volte il limite giornaliero raccomandato dall’OMS.
Nell’ultimo anno, a Brindisi si sono contati 64 giorni in cui il PM2.5 ha superato la soglia giornaliera di 15 ug/m3 fissata dall’OMS. Significa che per quasi due mesi all’anno i suoi abitanti respirano aria con polveri fini oltre il livello ritenuto sicuro per la salute.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 è un particolato così sottile da penetrare nei polmoni e nel sangue. Per Brindisi, la media storica di 11,1 ug/m3 è sotto il limite OMS a lungo termine, ma i 64 sforamenti annuali mostrano che il problema resta concreto nei giorni di accumulo.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 3 centraline di monitoraggio di Brindisi. Serie 2022–2024, 1,096 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.