Particolato fine PM2.5 · serie storica 2015–2026 · fonte EEA
Nei 3017 giorni misurati da 10 centraline tra il 2015 e il 2026, i residenti di Acri hanno respirato una media di PM2.5 pari a 13,6 microgrammi per metro cubo d’aria. Una polvere sottile che, a questi livelli, supera già le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il dato più immediato? L’aria della città calabrese è oggi meno inquinata di quanto non fosse undici anni fa.
La media storica del PM2.5 ad Acri è di 13,6 ug/m3, e si colloca sotto il limite OMS di 15 ug/m3 del -9%. Significa che, in media, il capoluogo rispetta la soglia ritenuta sicura dagli esperti per la salute umana. Ma attenzione: la media nasconde i picchi, e nel dettaglio l’esposizione non è sempre così bassa.
Rispetto al 2015, quando la media annua era 15,7 ug/m3, l’ultimo anno registrato (2026) segna 11,9 ug/m3, con una variazione del -24%. L’aria di Acri è nettamente migliorata: in un decennio la concentrazione di polveri sottili è calata di quasi un quarto. Un progresso costante, che porta la città sempre più lontana dai valori critici.
Il giorno peggiore per l’aria di Acri è stato il 2017-05-12, quando le centraline hanno misurato 71,8 ug/m3 di PM2.5. Un valore quasi cinque volte superiore alla soglia giornaliera consigliata dall’OMS. In quella data, respirare a pieni polmoni era un rischio concreto per chiunque.
Nell’ultimo anno (2026) i giorni in cui Acri ha superato il limite OMS giornaliero di 15 ug/m3 sono stati 51. Oltre un mese e mezzo di aria non sicura, concentrato soprattutto nei mesi freddi e nelle ore di maggiore traffico. Sebbene la tendenza sia positiva, gli sbalzi restano frequenti.
Nei giorni di smog elevato, un purificatore d'aria domestico con filtro HEPA riduce il particolato fine negli ambienti chiusi.
Il PM2.5 è la polvere sottile più pericolosa: particelle così piccole da penetrare nei polmoni e nel sangue. L’OMS fissa un limite medio annuo di 15 ug/m3 e uno giornaliero di 15 ug/m3. Ad Acri la media decennale è di 13,6 ug/m3, quindi sotto la soglia annuale, ma i 51 giorni oltre il limite mostrano che la qualità dell’aria varia molto. Leggere questi numeri significa capire non solo la media, ma anche gli eccessi che mettono a rischio la salute.
Fonte: Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), dataflow E1a verified. 10 centraline di monitoraggio di Acri. Serie 2015–2026, 3,017 giorni misurati. Dati recenti (2025–2026) da dataflow E2a non ancora validati. Testo elaborato con assistenza di intelligenza artificiale a partire dai dati ufficiali EEA. I numeri provengono dal database; il testo esplicativo è generato automaticamente.